Il Terremoto delle Panchine: Guardiola saluta il City, Conte lascia un Napoli con qualche preoccupazione sui conti

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Una giornata storica scuote il calcio europeo con gli annunci ufficiali su Guardiola Conte addio, due decisioni importanti e nello stesso giorno,

Il mondo del calcio è stato scosso da due annunci ufficiali che hanno ridisegnato la mappa geopolitica delle panchine europee. Due addii pesantissimi, arrivati quasi in contemporanea, che hanno scosso le tifoserie di Manchester e Napoli ma che, a dire il vero, non hanno sorpreso gli addetti ai lavori più attenti. Dietro i comunicati di facciata e i ringraziamenti di rito si celano fallimenti strategici, emorragie finanziarie e rapporti logorati con le rispettive proprietà.

Analizziamo i retroscena di due divorzi che cambieranno il futuro della Premier League e della Serie A.


Manchester City: Finisce l’era Guardiola, ecco perché la scelta è Maresca

L’annuncio era nell’aria, ma vederlo nero su bianco fa comunque impressione: Pep Guardiola lascerà il Manchester City con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo contratto. Come avevamo anticipato nei nostri precedenti articoli, dietro le quinte si muoveva già qualcosa di grosso. Il clamoroso ed improvviso esonero di Enzo Maresca da parte del Chelsea, dovuto ai contatti sotterranei con il City Football Group dello Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, era il segnale definitivo.

Oggi è arrivata la conferma: sarà proprio Enzo Maresca a raccogliere la pesantissima eredità del tecnico catalano sulla panchina dei Citizens. Una scelta di continuità assoluta, dato che l’italiano è stato lo storico assistente di Pep a Manchester, ed è facile ipotizzare che sia stato lo stesso Guardiola a fare il suo nome alla dirigenza.

Ma perché l’addio anticipato? Gli ultimi tre anni del City non sono stati all’altezza degli investimenti faraonici della proprietà di Abu Dhabi. Quest’ultima FA Cup non può essere considerata un trofeo di prestigio per un club che, nell’ultimo triennio, ha registrato un net spend (saldo netto di mercato) vicino al mezzo miliardo di sterline. Se a questo aggiungiamo che Guardiola percepiva uno stipendio monstre da 16 milioni di sterline nette all’anno, a cui andavano sommati i costi di uno staff altrettanto oneroso, è evidente che qualcosa nel rapporto con il City Football Group si fosse incrinato. La decisione di salutarsi adesso, salvando le apparenze e i buoni rapporti, è stata la soluzione più logica. Sul futuro di Pep vige il massimo riserbo, ma i prossimi giorni potrebbero regalare clamorose sorprese.


Napoli: Il fallimento Champions di Conte e l’incubo del bilancio

Se a Manchester si pianifica il futuro, ai piedi del Vesuvio si contano i danni. Antonio Conte ha ufficializzato il suo addio al Napoli alla fine della stagione corrente. Un epilogo inevitabile, figlio legittimo del disastro totale consumatosi in Champions League.

La rosa del Napoli era stata concepita e strutturata con un obiettivo minimo vitale: l’accesso agli ottavi di finale, che avrebbe garantito un tesoretto immediato di circa 80 milioni di euro. Aver clamorosamente toppato il girone eliminatorio ha fatto saltare il banco e i conti societari. Aurelio De Laurentiis ha fatto ampiamente la sua parte, garantendo la massima disponibilità economica sul mercato; chi ha fallito, senza mezzi termini, è stato Antonio Conte.

Il ruolino di marcia europeo del tecnico salentino è stato un horror show: solo 2 vittorie, 2 pareggi e ben 4 sconfitte, condite da 15 gol subiti, di cui ben 6 incassati nella notte da incubo in Olanda contro il PSV Eindhoven. Conte ha confermato, ancora una volta, il suo feeling storicamente deficitario con la Champions League, una competizione dove raramente è riuscito a superare lo scoglio degli ottavi di finale.

Oltre al danno europeo, il Napoli ha rimediato un’uscita prematura e imbarazzante dalla Coppa Italia. ADL si ritrova oggi con una spesa ingaggi vertiginosa e senza l’ombra di introiti extra. Ora toccherà al direttore sportivo Giovanni Manna fare i miracoli per sfoltire una rosa extralarge. E, oltre al riscatto obbligatorio di Lorenzo Lucca, la qualificazione in Champions ottenuta in campionato ha infatti fatto scattare il riscatto obbligatorio di Rasmus Højlund, un doppio colpo che costerà alle casse del club circa 95 milioni di euro.

A questo si aggiunge la pesantissima grana legata a Romelu Lukaku: un giocatore ad oggi difficilmente vendibile sul mercato europeo, sia per l’età avanzata sia per l’ingaggio fuori parametro. Con il rischio concreto del rientro alla base di tanti prestiti improduttivi, Manna dovrà avviare una spending review feroce.

Resta da capire chi abbia avallato l’acquisto di giocatori che si sono dimostrati inadeguati per il nostro campionato, figuriarsi per l’Europa. Recuperare il capitale investito sarà un’impresa titanica. Ad Antonio Conte resta la gratitudine eterna del popolo napoletano per la conquista dello Scudetto e della Supercoppa, ma il sipario sul suo ciclo non si chiude nel migliore dei modi.


Mariano Amelio

Editor in Chief @ magicabet.it

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